Le basi per una scelta consapevole di riduzione del consumo di carne.

Si sente spesso dire “siamo ciò che mangiamo” : questo è sicuramente vero, dal momento in cui noi costruiamo le cellule del nostro corpo col materiale ricavato dal cibo, bruciamo altro cibo per produrre l’energia che ci serve ogni giorno per vivere e svolgere le nostre attività, ripariamo col cibo i danni che l’ambiente reca alle nostre cellule. E’ vero anche che le sostanze tossiche che ingeriamo possono danneggiare il nostro corpo, per cui alimentarsi bene è fondamentale come vivere in un buon ambiente, respirare aria buona, svolgere una costante attività fisica, avere pensieri positivi.  

Ma cosa mangiare? Questo è il punto: l’uomo è un animale onnivoro e nel corso della sua lunga storia si è sempre adattato all’ambiente che aveva intorno. Prima ha mangiato ciò che trovava, poi ha imparato a coltivare ed allevare, a cuocere, trasformare e conservare i cibi: secoli di storia e differenti condizioni geografiche hanno condizionato le nostre abitudini alimentari.

Negli ultimi 100 anni nel nostro paese le cose sono molto cambiate: ci siamo allontanati da un tipo di alimentazione contadina , con la sua saggezza e il suo rispetto per i ritmi naturali e abbiamo preso ritmi di vita diversi.

Ora mangiamo tutti i giorni e in abbondanza cibi che prima erano rari e costosi: zucchero, carne, prodotti animali in generale,farine bianche e abbiamo ridotto verdure, legumi, cereali integrali. Contemporaneamente sono esplose, anche se non solo per colpa del cibo, le malattie del benessere: obesità, diabete,stitichezza , malattie cardiovascolari, molti tipi di tumori.  I ricercatori hanno cercato di individuare cosa ci può aiutare a tavola per mantenerci in buona salute: gli studi sono tanti, a volte contrastanti e i consumatori sono spesso disorientati.

Il mio parere personale di medico e dietologo che da 30 anni si interessa di questi argomenti è che ci sono dei punti fermi che sicuramente sono utili a tutti.

1) Mangiare meno e muoversi di più, per evitare il sovrappeso e  il diabete, aiutare ossa, muscoli e apparato circolatorio;

2 ) ridurre quantità e frequenza di consumo dei cibi di origine animale a favore di un aumento di quelli vegetali come verdure, cereali integrali, legumi, frutta fresca e secca, che devono costituire la base dell’alimentazione quotidiana. Un eccesso di cibi animali ha conseguenze negative su tutte le malattie del benessere citate sopra, mentre verdure e frutta sono protettivi;

3) scegliere cibi di buona qualità, prodotti nel rispetto della terra e dei ritmi della natura. L’uomo e l’ambiente sono in simbiosi: rispettando l’ambiente avremo prodotti più nutrienti e meno inquinati. Rispettare piante e animali significa cibarsene ma senza sprechi, senza forzature solo per consumare di più: l’uomo deve smettere di sentirsi il padrone della terra, ma solo parte di un ecosistema i cui fragili equilibri vanno salvaguardati.  Allevare animali incide molto sulle risorse energetiche del pianeta, molto più dei vegetali e con l’aumento della popolazione mondiale non possiamo permettercelo. A questo proposito suggerisco a tutti la lettura di un bel libro di Travaglini e Capano dal titolo “Perchè essere quasi vegetariani “, che offre molti spunti di riflessione su questi argomenti.

Marina Ottaviani, Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

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